Archivio selezionato: Sentenze Amministrative

Estremi

Autorità:  Consiglio Stato  sez. VI
Data:  25 gennaio 2008
Numero:  n. 202

Classificazione

GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA Interesse interesse a ricorrere in genere

PROCEDIMENTO CIVILE Mandato alle liti (procura alle -) contenuto e forma


Procedimento civile - Mandato alle liti (procura alle -) - Di una Agenzia avente sede a Lisbona - Deve intendersi rilasciato in Italia - In presenza di autenticazione resa da un difensore esercente nel territorio dello Stato italiano e in assenza di prova contraria. Giustizia amministrativa - Interesse - Interesse a ricorrere - Avverso l'assegnazione della concessione di un'area demaniale per la realizzazione di un terminal croceristico - Insussistenza - Per mancata partecipazione al procedimento pubblico per il rilascio della stessa concessione.

Intestazione

 
                         REPUBBLICA ITALIANA                         
                     IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                     
Il Consiglio di Stato in  sede  giurisdizionale  (Sezione  Sesta)  ha
pronunciato la seguente                                              
                              DECISIONE                              
sul  ricorso  in  appello  proposto   dall'AUTORITÀ    PORTUALE    DI
CIVITAVECCHIA, in persona  del  legale  rappresentante  pro  tempore,
rappresentato e difeso dagli Avv. Diego Vaiano  e  Paolo  Vaiano  con
domicilio eletto in Roma Lungotevere Marzio n. 3,  presso  lo  studio
del primo;                                                           
                               contro                                
WORLD CRUISES  AGENCY,  in  persona  del  legale  rappresentante  pro
tempore, costituitosi in giudizio, rappresentato e  difeso  dall'Avv.
Stefano Andrea Marini Balestra e Angelo Clarizia con domicilio eletto
in Roma via Principessa Clotilde n. 2, presso lo studio del secondo; 
                         e nei confronti di                          
MINISTERO DELLE  INFRASTRUTTURE  E  DEI  TRASPORTI,  in  persona  del
Ministro pro  tempore,  costituitosi  in  giudizio,  rappresentato  e
difeso  dall'Avvocatura  Generale  dello  Stato   ed    elettivamente
domiciliato presso la stessa, in Roma, via dei Portoghesi, n. 12;    
ROMA CRUISE  TERMINAL,  in  persona  del  legale  rappresentante  pro
tempore, costituitosi in giudizio, rappresentato e difeso dagli  Avv.
Antonio Lirosi, Bruno Castaldo e Paolo Berruti con  domicilio  eletto
in Roma via delle Quattro Fontane n.  20,  presso  lo  studio  Gianni
Origoni e Partners;                                                  
                 e con l'intervento ad adiuvandum di                 
CPR IMPRESA PORTUALE S.R.L., in persona del legale rappresentante pro
tempore, costituitosi in giudizio, rappresentato e  difeso  dall'Avv.
Raffaele Izzo con domicilio eletto  presso  il  suo  studio  in  Roma
Lungotevere Marzio n. 3;                                             
                         per l'annullamento                          
della sentenza del  Tribunale  Amministrativo  Regionale  del  Lazio,
Sezione III ter, n. 3546/2006;                                       
Visto il ricorso con i relativi allegati;                            
Visto  l'atto  di  costituzione  in  giudizio  del  Ministero   delle
infrastrutture e dei trasporti, della  Roma  Cruise  Terminal,  della
World Cruises Agency e di Cpr Impresa Portuale S.R.L.;               
Viste le memorie prodotte dalle parti  a  sostegno  delle  rispettive
difese;                                                              
Visti gli atti tutti della causa;                                    
Alla pubblica udienza del 20-11-2007 relatore il Consigliere  Roberto
Chieppa.                                                             
Uditi l'avv. Diego Vaiano, l'Avv.  Clarizia,  l'avv.  Lirosi,  l'avv.
Izzo, e l'avv. dello Stato Bachetti;                                 
Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue:           

Fatto

FATTO E DIRITTO

1. La World Cruises Agency proponeva ricorso davanti al Tar del Lazio avverso l'avviso dell'Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, pubblicato in G.U. 21 giugno 2005 n. 142, parte II, con il quale si rendeva noto che la Roma Cruise Terminal s.r.l. aveva presentato istanza di concessione di un'area complessiva di circa mq. 112.000 (banchine nn. 10. 11, 12, 13, 13 bis e banchina n. 25), sulla quale realizzare e gestire strutture terminalistiche per le crociere.

Con successivi motivi aggiunti e con ricorso autonomo, riunito dal Tar, veniva impugnato anche il provvedimento, con il quale il Presidente dell'Autorità portuale rilasciava la concessione demaniale marittima quarantennale alla Roma Cruise Terminal s.r.l., il presupposto parere in data 2 settembre 2005 del Comitato portuale ed ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale.

Con sentenza n. 3546/2006 il Tar del Lazio accoglieva i ricorsi, annullando gli atti impugnati, ritenendo che l'Autorità portuale avrebbe dovuto procedere mediante gara ad evidenza pubblica e che non fosse corretto l'utilizzo del procedimento concessorio ex art. 36 cod. nav..

L'Autorità portuale di Civitavecchia ha impugnato tale decisione, deducendo l'inammissibilità, sotto vari profili, del ricorso di primo grado e comunque la sua infondatezza.

La World Cruises Agency si è costituita in giudizio, chiedendo la reiezione del ricorso.

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la Roma Cruise Terminal si sono costituiti in giudizio, chiedendo l'accoglimento dell'appello ed analoga richiesta è stata fatta dall'interveniente ad adiuvandum Cpr Impresa Portuale S.R.L..

Con ordinanza n. 2788/2006 questa Sezione ha accolto la domanda di sospensione dell'efficacia della sentenza.

All'odierna udienza la causa è stata trattenuta in decisione.

2. Preliminarmente si deve rilevare l'infondatezza dei motivi di appello, proposti con riferimento alla contestata validità della procura ad litem rilasciata alla World Cruises Agency.

Con riferimento alla rappresentanza di altri soggetti, il Tar ha chiarito che il ricorso è stato proposto dalla World Cruises Agency in proprio e la stessa ricorrente di primo grado ha confermato in questa sede che il solo soggetto ad agire in giudizio è la World Cruises Agency, e non le imprese da questa rappresentate (v. pag. 8 della memoria del 5 giugno 2006).

In relazione alla dedotta invalidità dela procura in quanto rilasciata all'estero, si condivide quanto affermato dal giudice di primo grado, secondo cui il timbro recante la denominazione dell'Agenzia, il suo indirizzo, i numeri di telefono e fax e la menzione della città di Lisbona (accompagnata da quella del relativo codice postale e dello Stato del Portogallo), costituisce una mera indicazione della sede dell'Agenzia e non è idoneo ad individuare il luogo di formazione della procura, il quale non è menzionato; deve , quindi, presumersi, in presenza di una autenticazione resa da un difensore esercente nel territorio dello Stato italiano ed in assenza di prova contraria, che la procura sia stata conferita in Italia.

3. Con ulteriore censura l'appellante sostiene che il ricorso di primo grado doveva essere dichiarato inammissibile per difetto di interesse sotto vari profili: per non aver la ricorrente presentato domanda in concorrenza nella procedura avviata con l'impugnato avviso, nonché per non aver mai svolto la stessa Agenzia attività di terminalista croceristico e comunque per aver svolto una attività sporadica nel porto di Civitavecchia.

Veniva inoltre evidenziato che la contestata concessione si riferiva ad alcune banchine, senza esaurire il complesso degli attracchi destinati alle navi da crociera.

Il motivo è fondato.

Va innanzitutto rilevato che l'oggetto dell'impugnato provvedimento è la concessione di una area demaniale per la realizzazione di un terminal croceristico con possibilità di costruzione delle necessarie opere da gestire in favore dell'utenza del concessionario.

Una tale concessione è potenzialmente idonea a pregiudicare chi intende avere la disponibilità delle medesime banchine per realizzare opere simili o comunque per un diverso utilizzo.

La World Cruises Agency non è un armatore e non gestisce terminal croceristici, ma è un agente, che - come dichiarato dalla stessa parte appellata - rappresenta navi da crociera, recluta gli equipaggi per tali navi, presta diversi servizi ai proprietari di tali navi ed agisce quale conduttore di navi.

Come già detto la World Cruises Agency agisce in giudizio in proprio e non per i soggetti che rappresenta.

Anche senza necessità di accertare se la World Cruises Agency sia abilitata a svolgere l'attività di raccomandatario marittimo nel porto di Civitaveccia (come contestato dalla Roma Cruise Terminal e dalla stessa Autorità portuale, che ha rappresentato che la ricorrente non ha mai rappresentato nel porto di Civitavecchia negli anni 2004 - 2007 le quattro navi da crociera dalla stessa indicate), si rileva che l'odierna parte appellata non è titolare in proprio di una posizione soggettiva che le consenta di aspirare all'assegnazione dei beni demaniali in questione per la realizzazione di un terminal croceristico.

L'attività di agente della ricorrente in primo grado in alcun modo viene pregiudicata dall'impugnato provvediemnto di concessione.

Nel caso in cui l'agente rappresenti navi che hanno la possibilità di attraccare alle banchine in questione, non può sussistere un interesse a ricevere i servizi del terminal da un soggetto piuttosto che da un altro; nell'ipotesi che ciò non avvenga, il rilascio della concessione non pregiudica la possibilità di attracco ad altre banchine destinate alle navi da crociera.

Se, invece, la contestazione era diretta a poter avere le medesime banchine in uso, o in co-uso ove possibile, la mancata partecipazione al procedimento disciplinato dall'art. 36 del cod. nav. esclude la sussistenza di un interesse al ricorso, anche senza accertare se la ricorrente abbia i requisiti per aspirare a tale assegnazione.

In altri termini, sulla base delle precedenti considerazioni emerge che la World Cruises Agency non può essere qualificato come operatore direttamente concorrente, ai fini dell'assegnazione in concessione delle banchine in questione della realizzazione di un terminal croceristico, con la Roma Cruise Terminal, che è società costituita da Costa Crociere s.p.a., da Royal Caribbean Cruise Ltd e da Marinvest s.r.l., capogruppo della MSC Crociere s.p.a..

Da ciò deriva la carenza di interesse della agenzia a contestare l'impugnato provvedimento di concessione.

Una diversa conclusione sul punto precedente condurrebbe ugualmente alla declaratoria di inammissibilità del ricorso di primo grado, in quanto, ipotizzando un rapporto di effettiva concorrenza tra la concessionaria e la ricorrente, la mancata partecipazione al preocedimento pubblico aperto per il rilascio della concessione preclude ogni contestazione.

In entrambi i casi il ricorso di primo grado è inammissibile e l'esame delle due alternative si è reso necessario dalla non chiara esposizione da parte della World Cruises Agency dell'interesse che ha mosso la sua azione giurisdizionale.

L'esclusione di tale interesse in entrambe le ipotesi rende non necessario procedere ad accertamenti istruttori circa gli esatti limiti dell'attività svolta dalla appellata, anche con specifico riferimento al porto di Civitavecchia.

A conferma della carenza di interesse al ricorso, basti pensare che l'esito della pronuncia del Tar è la necessità di procedere con gara per l'assegnazione delle medesime banchine e la realizzazione delle stesse strutture; al riguardo, la World Cruises Agency non ha fornito chiari elementi per dimostrare che avrebbe potuto partecipare a tale gara ed, anche ammettendo tale possibilità, il suo interesse al ricorso sarebbe emerso solo dopo aver partecipato alla procedura ex art. 36 del cod. nav. e non aver ottenuto la concessione.

Trattandosi di concessione di particolare importanza, tale procedura prevede la pubblicazione della domanda di concessione ai sensi dell'art. 18 reg. cod. nav., che nella specie è avvenuta con modalità analoghe a quelle delle pubbliche gare (pubblicazione sulla GUCE, sulla GURI, su "Il Sole 24 Ore" e affissione all'albo del comune di Civitavecchia e dell'Autorità portuale); è stato fissato un termine ampio di 40 giorni per la presentazione di domande concorrenti, in presenza delle quali si sarebbe potuto procedere a licitazione privata ai sensi dell'art. 37 cod. nav..

Sono state, quindi, consentite ampie possibilità di partecipare alla procedura aperta senza che alcuna domanda concorrente sia stata presentata.

Se la World Cruises Agency avesse partecipato alla procedura, al momento del rilascio della concessione ad altro soggetto sarebbe emerso il suo interesse all'impugnazione; non avendo partecipato ed avendo così dimostrato il suo disinteresse per la concessione, non si vede quale beneficio possa trarre da una diversa modalità di svolgimento della procedura, se non quello, non tutelabile in sede giurisdizionale, di ostacolare un progetto che non condivide.

4. In conclusione, l'appello deve essere accolto e, in riforma della sentenza impugnata, deve essere dichiarato inammissibile il ricorso proposto in primo grado.

Ricorrono giusti motivi per compensare integralmente tra le parti le spese di giudizio, tenuto conto della peculiarità della fattispecie oggetto della controversia.

P.Q.M.

P. Q. M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Sesta, accoglie il ricorso in appello indicato in epigrafe e per l'effetto, in riforma della sentenza impugnata, dichiara inammissibile il ricorso proposto in primo grado.

Compensa tra le parti le spese del giudizio.

Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa.

Così deciso in Roma, il 20-11-2007 dal Consiglio di Stato in sede giurisdizionale - Sez. VI -, riunito in Camera di Consiglio, con l'intervento dei Signori:

Giovanni Ruoppolo Presidente

Carmine Volpe Consigliere

Paolo Buonvino Consigliere

Luciano Barra Caracciolo Consigliere

Roberto Chieppa Consigliere Est.

DEPOSITATA IN SEGRETERIA IL 25 GEN. 2008.

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