La Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Regione Toscana ha dichiarato di particolare  interesse  storico e archeologico una vasta area, di proprietà della società Omega, sulla quale avrebbero dovuto iniziare dei lavori di edificazione a fini residenziali, regolarmente approvati dal Comune competente.

 

Il provvedimento di vincolo si basa sulla circostanza del ritrovamento, su detta area, dei resti di un tratto di strada di epoca romana, che correva attorno a un lago nelle vicinanze del quale sorgeva un’antica villa romana, già vincolata con precedente provvedimento.

 

Con il nuovo provvedimento di vincolo, la Soprintendenza ha inteso ampliare ed integrare il preesistente vincolo archeologico, gravante sull’area limitrofa, sempre di proprietà della società Omega, nella quale erano stati trovati i resti dell’antica villa romana.

 

Il vincolo è stato esteso all’intera area sulla quale avrebbero dovuto iniziare i lavori, malgrado il rinvenimento dei resti dell’antica strada interessi soltanto una porzione della stessa.

 

La società Omega, che a causa del nuovo vincolo non può più realizzare il programmato intervento edilizio, si ritiene illegittimamente pregiudicata dal provvedimento della Amministrazione: in particolare rileva che gli ulteriori scavi, effettuati sotto la sorveglianza della Soprintendenza a seguito del ritrovamento dei resti di strada, non avevano condotto ad ulteriori  ritrovamenti sulla restante area interessata dall’ampliamento del vincolo e che pertanto sarebbe stato necessario limitare il provvedimento alla striscia di terreno interessata dal tratto di strada romana effettivamente rinvenuto.

 

La Soprintendenza, al contrario, ritiene che il decreto impositivo del nuovo vincolo non possa essere limitato alla sola porzione dell’area concretamente interessata dai ritrovamenti, adducendo come motivazione che il mancato rinvenimento di ulteriori reperti nella intera area non è attribuibile ad un vuoto archeologico, e dunque all’assenza stessa dei presupposti che legittimano i provvedimenti impositivi del vincolo; tale mancanza sarebbe invece da ricondursi alla intrinseca connotazione della architettura romana che, accanto a strutture coperte, colloca spazi vuoti, aperti quali horti e giardini.

 

In questa prospettiva, secondo la Soprintendenza, i tratti di strada rinvenuti costituirebbero parte di un più ampio tracciato di collegamento tra l’antica villa ed il lago. Da tali considerazioni scaturisce l’imposizione del vincolo sull’intera estensione dell’area perseguendosi, a fronte della inscindibilità dell’intero complesso archeologico, l’intento di salvaguardare l’unitarietà del contesto. 

 

Lo studente illustri i possibili profili di illegittimità della scelta operata dalla Amministrazione, con particolare riguardo ai principi di completezza dell’istruttoria, sufficienza della motivazione, ragionevolezza e proporzionalità dell’azione amministrativa.