REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

  1.          Reg. Sent.
Anno 2008
IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DEL LAZIO N.     Reg. Ric.
- SEZIONE II^ -  
 
 

composto dai Signori:

Cons. Dott. Luigi Tosti, Presidente;

Cons. Avv. Carlo Modica de Mohac, Relatore;

Primo Ref. Dott.ssa Anna Bottiglieri, Componente;

ha pronunciato la seguente

s e n t e n z a

sul ricorso n. reg. gen. 2001-2008, proposto dall’associazione codacons - coordinamento delle associazioni e dei comitati di tutela delll’ambiente e dei consumatori , in persona del legale rappresentante, nonché dei Signori Francesco Alimenti, Valentina Brida, Serena Trulli, Renzo Trulli, Simona Bernabei, Luca Ponessi, Renzo Baruffi, Emanuele Valente, Roberto Petroni, Maria Grazia Sinistri, Mario Ceccarelli, Luca Esposito, Sandro Catena, Claudio Catena, Marco Andreotti ed Edoardo Marchese n.q. di legale rappresentante della società Doppiozero s.r.l., rappresentati e difesi dall’Avv. Prof. Carlo Rienzi, unitamente al quale eleggono domicilio presso l’Ufficio legale Nazionale del codacons, in Roma, Viale Mazzini n.73;

contro

il Comune di Roma in persona del Sindaco e/o del Commissario Straordinario p.t., rappresentato e difeso dall’Avv. Andrea Magnanelli, unitamente al quale elegge domicilio presso gli uffici dell’Avvocatura comunale, in Roma, Via del Tempio di Giove n.21;

e nei confronti

per l’annullamento,

previa sospensione

e per la restituzione

agli utenti delle somme da questi indebitamente versate a fronte dell’illegittimo aumento del numero delle aree riservate al parcheggio a pagamento, ai sensi e per gli effetti dell’art.140 bis del D. lgs. n.206/2005.

Visti gli atti depositati dal ricorrente;

visti gli atti di costituzione in giudizio delle Amministrazioni resistenti;

visti gli atti tutti della causa;

designato relatore il Consigliere Avv. Carlo Modica de Mohac;

uditi, alla pubblica udienza del 16.4.2008, l’Avv. C. Rienzi, l’Avv. G. Giuliano, l’Avv. F. Cangiano e l’Avv. A. Magnanelli;

visti gli artt.21, comma X, e 26, comma IV, della L.6 dicembre 1971 n.1034, modificati, rispettivamente, dall’art.3, comma III, e dall’art.9, comma I, della L. 21 luglio 2000 n.205;

considerato che nell’ultima udienza camerale le parti presenti sono state avvertite della eventualità che la sentenza venisse decisa, ai sensi della normativa sopra citata, mediante “sentenza in forma semplificata”;

ritenuto che sussistono i presupposti per definire immediatamente il merito mediante “sentenza in forma semplificata”;

ritenuto in fatto:

esaminati i motivi di ricorso;

ritenuto che l’eccezione di tardività  sollevata dall’a.t.a.c. non merita accoglimento in quanto i ricorrenti hanno avuto notizia dell’esistenza e del contenuto specifico e lesivo degli atti impugnati solamente il 17.12.2007, a seguito della risposta del Comune alle loro richieste;

considerato che con il primo motivo di gravame i ricorrenti lamentano violazione e falsa applicazione dell’art.7, commi 7, 8 e 9 del Codice della Strada (D.lgs. n.285 del 1992), degli artt. 2 e 4 del DM n.1444 del 1968, dell’art.3 della l. n.241 del 1990, ed eccesso di potere per difetto di istruttoria e carenza della motivazione, deducendo che dalla delibera n.104 del 2004 (sulla scorta della quale sono stati istituiti i parcheggi a pagamento per cui è causa) non si evincono le ragioni giuridiche e l’iter logico che hanno condotto alla sua adozione; e che il ragionamento su cui essa si fonda si appalesa contraddittorio e basato su un’istruttoria sommaria;

ritenuto che la doglianza merita di essere condivisa;

ritenuto, in particolare:

ritenuto, infine, che la domanda volta ad ottenere la restituzione delle somme corrisposte a titolo di multa, non possa essere accolta; e ciò in quanto l’infrazione per cui le multe sono state comminate (nella specie: il parcheggio abusivo) si configura come “illecito di mera condotta” (illecito che si perfeziona, cioè, per il puro e semplice fatto della violazione, a prescindere dalla concreta possibilità che la condotta realizzi l’evento dannoso o leda effettivamente un bene o un interesse giuridicamente protetto);

ritenuto, in definitiva, che in considerazione delle superiori osservazioni, il ricorso sia da accogliere nei sensi e nei limiti indicati, con conseguente annullamento, per quanto di ragione, dei provvedimenti impugnati, salvi gli ulteriori e motivati provvedimenti che l’Amministrazione intendesse adottare; e che sussistano giuste ragioni per compensare le spese fra le parti;

  1. q.  M.

il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio,  Sez. II^ ,  accoglie il ricorso nei limiti indicati in motivazione; e, per l’effetto, annulla i provvedimenti impugnati, salvi gli ulteriori provvedimenti dell’Amministrazione.

Compensa le spese fra le parti costituite.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità Amministrativa.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio del  16.4.2008.

il presidente

l’estensore