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CIRCOLAZIONE STRADALE In genere

T.A.R. Piemonte Torino, sez. I, 19 gennaio 2005, n. 64


REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte - 1^ Sezione -
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
sul ricorso n. 1662/04 proposto da PININFARINA Andrea, quale vice
Presidente di Confindustria, GATTI Luciano, SIMONE Gianluigi, DE
DOMINICIS Federica, DE NAPOLI Alessandro, CALLARI Alessandra,
MONTARETTO MARULLO in Zanalda Francesca, ZANALDA Emanuele, BATTAGLINI
Giovanni, MOTRUCCHIO Giuseppe, RECCHI Giovanni, OSSOLA Giovanni, BAVA
Carlo, quale Presidente del Centro Congressi dell'Unione Industriale
S.p.A. , ASPARAGGIO Tiziana, BRANDINO Marco, BOSSOLA Fausto, CANOVA
Nadia, LOGGIONE Daniele, MENDOLIA Domenico, CALLIERI Flaminia, BRUNO
Maria Grazia, CORTESE Roberta, CESTARO Silvana, CASTALDI Emma, VOITRE
Maurizio, FROZZI Alessandro, LOZZA Mara, LONGO Antonella, DEL BEL
BELLUZ Daniela, MATTALIANO Fabio, CRISTINA Roberto, GIUNTOLI Susanna,
FERRAGUTI Lorenza, PARMEGGIANI Paolo, VACCA Elisa, GUILLAUME Rosa,
MIGNONE Alberto, CELIA Alessia, ZERBINO Francesca, MIJNO Claudia,
SCIREA Riccardo, MORANDO Sarah, LEDDA Laura, DI RAIMONDO Vincenzo,
MARCHI Marco, FABRIS Matteo, rappresentati e difesi dagli avv.ti
Riccardo Montanaro, Rafaele Ingicco ed Elena Assuntini, elettivamente
domiciliati in Torino, Via del Carmine n. 2 presso lo studio Legale
Montanaro e Associati;
contro
il Comune di TORINO, in persona del Sin daco pro tempore,
rappresentato e difeso dagli avv.ti Anna Maria Arnone e Giuseppina
Gianotti dell'Avvocatura Comunale di Torino e presso le stesse
elettivamente domiciliato in Torino, P.zza Palazzo di Città n. 1;
e nei confronti
di APCOA PARKING ITALIA S.p.A., in persona del legale rappresentante
pro tempore, non costituita;
per l'annullamento, previa sospensione dell'esecuzione,
dell'ordinanza n. 4411 della Divisione Infrastrutture e Mobilità -
Settore Viabilità e Traffico - Circoscrizione n. 1 del Comune di
Torino, prot. n. 565 del 22 ottobre 2004, con cui è stata ordinata
l'istituzione di un'area pedonale in Torino, Corso Stati Uniti (nei
tratti indicati), con contestuale divieto di circolazione;
della deliberazione della Giunta Comunale di Torino n. 200 4 07143/006
del 14 settembre 2004, successivamente pubblicata, con cui è stata
approvata l'istituzione di un'area pedonale nel controviale di Corso
Stati Uniti;
nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o conseguente.
Visti gli atti e documenti depositati col ricorso;
Vista la domanda cautelare presentata in via incidentale dai
ricorrenti;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Torino;
Uditi, alla camera di consiglio del 15 dicembre 2004, relatore il
referendario Richard Goso, l'avv. Riccardo Montanaro per i ricorrenti
e l'avv. Anna Maria Arnone per il Comune di Torino.
Ritenuto e considerato quanto segue:


Fatto

Con deliberazione della Giunta comun ale n. 7143/006 del 14 settembre 2004, dichiarata immediatamente eseguibile, il Comune di Torino ha istituito un'area pedonale nel tratto di Corso Stati Uniti compreso fra Corso Duca degli Abruzzi e Corso Galileo Ferraris.
Con successivo provvedimento del dirigente del Settore comunale Viabilità e Traffico protocollo n. 565 del 22 ottobre 2004 (ordinanza n. 4411/04) è stata ordinata l'istituzione dell'area pedonale e del divieto di circolazione nel tratto stradale in questione.
I provvedimenti sono stati eseguiti dal 5 novembre 2004.
Questi i motivi del gravame:
I) eccesso di potere per vizio del procedimento, errore e difetto di istruttoria e dei presupposti, illogicità e ingiustizia manifesta.
Farebbero difetto i presupposti di pubblico interesse richiesti dalla legge per l'adozione dei provvedimenti impugnati; in particolare, il Comune non avrebbe valutato l'impossibilità di utilizzare il controviale, in ragione delle sue caratteristiche, come zona pedonale.
II) Violazione di legge: artt. 5, 6 e 7, comma 1 del d.lgs. n. 285/1992 - Violazione art. 97 Costituz. - Eccesso di potere per vizio del procedimento, errore e difetto di istruttoria e di motivazione, contraddittorietà, illogicità manifesta.
La motivazione dei provvedimenti impugnati non sarebbe congruente con le ragioni che, secondo la legge (artt. 6 e 7 del d.lgs. n. 285/1992), consentono di istituire aree di divieto di circolazione stradale.
III) Violazione di legge: artt. 3, 7 e ss., legge n. 241/1990 - Eccesso di potere per difetto di istruttoria, della motivazione, travisamento, manifesta irragionevolezza.
I provvedimenti impugnati sarebbero illegittimi in quanto non supportati da adeguata istruttoria e motivazione e non preceduti dal confronto con gli interessati; ulteriore profilo di illegittimità deriverebbe dall'omissione della comunicazione di avvio del procedimento.
IV) Svia mento dell'atto amministrativo.
L'Amministrazione intimata non avrebbe agito per tutelare un effettivo e dimostrato interesse pubblico, ma nell'intento di favorire l'utilizzo del parcheggio interrato dato in concessione dallo stesso Comune alla società controinteressata.
V) Violazione e falsa applicazione del d.lgs. n. 267/2000, artt. 48 e 134, comma 4; violazione degli artt. 5, 6 e 7 Codice della Strada - Incompetenza.
Sarebbero inesistenti i motivi che giustificano l'immediata esecutività della deliberazione.
Inoltre, la Giunta sarebbe incompetente, poiché gli articoli 6 e 7 del codice della strada attribuiscono espressamente la potestà in questione al Sindaco.
I ricorrenti concludono per l'annullamento, previa sospensione dell'esecuzione, dei provvedimenti impugnati.
L'Amministrazione resistente ha depositato memoria difensiva con la quale contesta l'inammissibilità e l'infondatezza del ricorso.
Il ricorso, i nfatti, sarebbe inammissibile per carenza di una posizione qualificata in capo ai ricorrenti che "coincidono con la categoria indifferenziata di tutti i potenziali utenti della strada" e, inoltre, per carenza di interesse, in ragione della natura sperimentale degli atti impugnati.
Contesta, in subordine, la fondatezza dei motivi di censura.

Diritto

1) I ricorrenti - in parte proprietari e residenti frontisti e in parte dipendenti di una società avente sede nella zona - contestano i provvedimenti comunali (deliberazione della Giunta n. 2004 7143/006 e ordinanza dirigenziale n. 4411/2004) con i quali è stata disposta l'istituzione di un'area pedonale con divieto di circolazione in un tratto stradale (controviale) di Corso Stati Uniti in Torino.
2) Il Collegio ritiene di dover decidere il merito del ricorso con sentenza succintamente motivata, ai sensi dell'articolo 26, comma 4 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, introdotto dall'articolo 9 della legge 21 luglio 2000, n. 205.
3) Devono essere, in primo luogo, disattese le eccezioni di inammissibilità proposte dall'Amministrazione resistente.
Quanto alla ritenuta carenza di una posizione qualificata e differenziata in capo ai ricorrenti, il Collegio rileva che essi si sono qualificati, in parte, come residenti nella zona interessata dalle misure di limitazione del traffico e, per altra parte, come dipendenti di una società che vi ha sede, cosicché, almeno per quanto concerne i primi, l'interesse ad agire è agevolmente ravvisabile in ragione della diretta incidenza che i provvedimenti impugnati hanno sulle abitudini di vita degli interessati i quali si pongono in posizione naturalmente differenziata rispetto alla generalità degli utenti della strada.
In merito alla natura asseritamente "sperimentale"degli atti impugnati, che determinerebbe carenza di interesse in capo ai ricorr enti, è sufficiente rimarcare che i provvedimenti in parola, seppure qualificati "sperimentali" dall'Amministrazione, non prevedono alcun termine di scadenza e, pertanto, sono suscettibili di applicazione per un tempo indefinito.
4) Il secondo motivo del ricorso è, ad avviso del Collegio, condivisibile e assorbente.
Premesso che la deliberazione di Giunta istitutiva dell'area pedonale è priva di riferimenti normativi, si osserva che detti riferimenti sono contenuti nel susseguente provvedimento dirigenziale ove sono richiamati gli articoli 5, 6 e 7 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (codice della strada) nonché, del tutto genericamente, le disposizioni del regolamento di esecuzione approvato con d.P.R. n. 495/1992.
Tra le varie ipotesi contemplate dalle disposizioni legislative indicate, pare riferibile alla fattispecie quella contenuta nel quarto comma, lettera b) dell'articolo 6 in forza del quale l'ente proprietar io della strada (e, nel presente caso, il Comune giusta il richiamo operato dal successivo articolo 7) può "stabilire obblighi, divieti e limitazioni di carattere temporaneo o permanente per ciascuna strada o tratto di essa (o per determinate categorie di utenti), in relazione alle esigenze della circolazione o alle caratteristiche strutturali delle strade".
La motivazione del provvedimento di Giunta non è però congruente con le ragioni di pubblico interesse indicate dalla legge ("esigenze della circolazione o caratteristiche strutturali delle strade"), atteso che essa fa invece riferimento all'obiettivo di "promuovere ed incrementare l'utilizzo dei parcheggi interrati" (da ciò potrebbero evincersi anche profili di sviamento dell'atto, trattandosi di parcheggi dati in concessione dal Comune a una società privata) "in modo da riqualificare e rendere fruibili le aree in superficie una volta sgombre dai veicoli in sosta".
I n altre parole, non ricorrono nel caso di specie (e alla luce delle ragioni indicate dalla Giunta comunale) i presupposti richiesti dalla legge per la legittima istituzione di divieti o limitazioni alla circolazione veicolare.
Anche la successiva ordinanza del dirigente del Settore comunale Viabilità e Traffico appare viziata, essendo motivata con apodittico riferimento alle "ragioni di pubblico interesse inerenti la circolazione stradale", laddove è evidente che una motivazione così generica (non essendo ulteriormente specificato quali siano tali "ragioni di pubblico interesse") equivale a una clausola di stile inidonea a costituire sufficiente motivazione dell'atto amministrativo.
Per completezza, si osserva ancora che la motivazione dell'atto della Giunta comunale non risulterebbe congruente neppure rispetto alle ragioni di pubblico interesse previste dal comma 9 dell'articolo 7 del codice della strada (disposizione, comunque, non ri chiamata né dal provvedimento di Giunta né dalla successiva ordinanza dirigenziale) che recita: "i comuni, con deliberazione della giunta, provvedono a delimitare le aree pedonali e le zone a traffico limitato tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull'ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio".
5) In conclusione, il ricorso è fondato e devono essere conseguentemente annullati i provvedimenti impugnati.
Il Collegio ritiene che sussistano comunque giusti motivi per disporre la compensazione delle spese fra le parti costituite.

P.Q.M

il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte - 1^ Sezione - definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo accoglie e per l'effetto annulla i provvedimenti impugnati.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa.
Cos&i grave; deciso in Torino nella camera di consiglio del 15 dicembre 2004, con l'intervento dei signori magistrati:
- Alfredo GOMEZ de AYALA - Presidente
- Roberta VIGOTTI - Consigliere
- Richard GOSO - Referendario, estensore
DEPOSITATA IN SEGRETERIA IL 19 GEN. 2005.

LS 30 aprile 1992 n. 285 art. 6 D.LG.