Esercitazioni di diritto amministrativo

2008-2009

 

Primo incontro

Le basi costituzionali del diritto amministrativo

 

 

 

La società Citycontrol, che svolge attività di vigilanza privata nel comune di Torino, presentava al Prefetto domanda di licenza per l’estensione della propria attività in tutta la provincia.

 

Gli articoli 134 e 136 del r.d. 18 giugno 1931, n. 773 (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) stabiliscono che:

 

1) “senza licenza (=autorizzazione) del prefetto è vietato prestare opera di vigilanza o eseguire investigazioni per conto di privati”

 

2) “l’autorizzazione può essere negata o revocata per ragioni di sicurezza pubblica o di ordine pubblico”

 

3) “l’autorizzazione può altresì essere negata in considerazione del numero o dell’importanza degli istituti già esistenti”.

 

Basandosi su tali disposizioni di legge, il Prefetto ha negato l’autorizzazione richiesta dalla Citycontrol, con la seguente motivazione:

 

“la licenza non può essere rilasciata a causa del turbamento dell’ordine e della sicurezza pubblica conseguenti all’ingresso eventuale di un nuovo operatore sul mercato, avuto riguardo alla necessità di rapportare, nell’ambito della provincia, l’organico autorizzato delle guardie giurate al numero e alla dislocazione delle Forze dell’ordine dello Stato e degli enti locali. Infatti, un notevole aumento di tale organico comporterebbe uno squilibrio, se non un capovolgimento del rapporto percentuale tra le forze dell’ordine e le guardie particolari giurate, con pericolosi e non prevedibili riflessi sul controllo dell’ordine pubblico e ripercussioni negative sulla situazione generale dell’ordine e della sicurezza pubblica in ambito provinciale, tenuto conto altresì del fatto che sono in trattazione altre domande che, qualora assentite, determinerebbero un ulteriore incremento del mercato degli operatori con un conseguente peggioramento del rapporto di cui sopra, senza tenere conto che sono state denegate altre numerose domande”.

 

La Società interessata lamenta che tale valutazione sia sorretta da un mero computo matematico degli istituti di vigilanza privata esistenti a cui non corrisponde un’indagine relativa al numero degli agenti di pubblica sicurezza  effettivamente operanti sul territorio.

 

Se davvero il Prefetto avesse voluto assicurare l’equilibrio numerico tra agenti privati e agenti di pubblica sicurezza, senza comprimere la libertà di iniziativa economica degli istituti di vigilanza che aspirano ad entrare nel mercato provinciale, avrebbe dovuto controllare il numero di agenti utilizzati dagli istituti di vigilanza già presenti sul territorio ed eventualmente ridurre il contingente di agenti da ciascuno utilizzabili.

 

Al contrario, impedendo l’accesso a nuovi istituti, il provvedimento del Prefetto non fa altro che proteggere dalla concorrenza potenziale gli istituti già operanti, come risulta anche dal fatto che tali ultimi istituti posseggono un numero eccessivo di autorizzazioni all’uso di agenti di cui in realtà non hanno bisogno.

 

Ciò dimostra che gli istituti già presenti sul mercato si sono accaparrati opportunisticamente un numero sovradimensionato di autorizzazioni per singoli agenti, al fine di alterare fittiziamente l’equilibrio tra agenti privati e agenti pubblici e così piegare a uno scopo protezionistico la disciplina dettata dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

 

Lamenta inoltre la Società che la stessa disciplina dettata dal testo unico risale a un’epoca in cui le finalità di ordine pubblico e sicurezza pubblica venivano enfatizzare a fini repressione del dissenso politico e conservazione del regime totalitario, che appaiono inevitabilmente superati dal nuovo quadro costituzionale.

 

Lo studente:

 

a) dopo aver dopo aver illustrato i principi di rilevanza costituzionale che incidono sull’esercizio delle funzioni amministrative,

 

b) individui quale o quali principi siano applicabili al caso concreto e quali siano i profili di illegittimità del provvedimento che ne derivano,

 

c) anche sviluppando le critiche esposte dalla Società interessata con proprie ulteriori osservazioni.