La Sovrintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Lecce e Provincia, in seguito ad un sopralluogo, accertava l’apposizione di cartelli pubblicitari sulle facciate di un antico edificio denominato “Palazzo dei Nobili”, ed imponeva ai proprietari di provvedere alla loro rimozione.  L’immobile, situato nel comune di Otranto era sottoposto a vincolo ai sensi della legge 1089/1939.

La sig.ra Rossi, titolare di un noto ristorante situato all’interno del palazzo, si riteneva pregiudicata dalla decisione della pubblica amministrazione. In esecuzione del provvedimento sarebbe infatti stata costretta a rimuovere l’insegna con logo e denominazione “Ristorante Pizzeria da Anita” realizzata da un artista locale nel 1934 ed apposta in fregio a “Palazzo dei Nobili”ormai da moltissimo tempo.

L’amministrazione giustificava la propria scelta facendo riferimento alla semplice presenza delle insegne pubblicitarie, sommariamente elencate nella motivazione, sostenendo che, in relazione al potere che le è riconosciuto dall’art. 22 della legge n. 1089/1939 di vietare “il collocamento e l’affissione di manifesti, cartelli, iscrizioni o altri mezzi di pubblicità, che danneggino l’aspetto il decoro o il pubblico godimento degli immobili di cui agli artt. 1, 2 e 3” della legge citata, l’obbligo di  rimozione dei cartelli pubblicitari conseguiva quasi automaticamente dalla natura vincolata dell’immobile.

Lo studente, dopo aver illustrato il carattere non solo formale, ma anche sostanziale di alcuni principi che regolano l’esercizio dei poteri discrezionali della pubblica amministrazione, individui i possibili profili di illegittimità del provvedimento in esame.